La condivisione è una schiavitù

Da quando sono diventato più “mobile”, da quando praticamente non lavoro più barricato in un ufficio, la condivisione delle informazioni è diventata per me una questione praticamente vitale.

Non solo la condivisione tra sistemi diversi, anche se per me è estremamente importante che i miei dati siano accessibili da uno qualsiasi dei miei Mac o dei miei dispositivi mobili, iOS o Android che siano.

Condividere con esseri umani.

Ho provato diverse soluzioni, ma sono arrivato alla conclusione che i servizi di condivisione di Google sono una spanna sopra tutti.

Nei miei Google Drive ho diverse cartelle, alcune private, altre condivise con parecchie persone, e fino ad ora non ho mai avuto problemi di sorta. Anzi, quando praticamente costringo qualcuno ad utilizzarlo, poi ne diventa schiavo, perché i documenti e gli strumenti disponibili sono facili, amichevoli, alla portata di tutti.

Chiunque abbia usato un editor di testi o un foglio di calcolo, non ci mette più di due minuti a familiarizzare con l’ecosistema di Google.

Alternative? Per ora, per quello che ho provato, nulla di confrontabile.

Suggerimenti? Ben accetti, come al solito…

Pubblicato da

Roberto Rota

Fondatore di Tevac, da quando esiste Internet mi occupo di WordPress, WooCommerce e comunicazione in rete. Maggiori info su di me le puoi trovare sul mio blog personale.

15 pensieri su “La condivisione è una schiavitù”

  1. Scusa ma quando parli di condivisione delle informazioni sei troppo sul vago, dammi qualche dettaglio in più del tuo contesto e magari posso darti il mio punto di vista.

    Quando sono in giro mi basta una connessione aDSL o LTE e accedo a qualsiasi mio dato o contenuto sul server di uno dei miei clienti.
    Qui a Ginevra Swisscom da qualche settimana offre la 4G o LTE che dir si volgia, la velocità è buona, 5 Mb in Download, 2.5 Mb in Upload, metto l’Phone in condivisione e accedo alla mia banca dati attraverso il MacBook Pro come se avessi il disco rigido sotto il tavolo.

    Per farlo uso la condivisione delle banche dati FileMaker, se la linea non è buona passo tramite un servizio di Terminal Service e per accedere ai Server remoti posso scegliere fra Remote Desktop, VNC, VPN, Timbuktu, TeamViewer.

    Ho dei clienti in India che via Terminal Service riescono a consultare le loro banchi dati su un server in Svizzera via 3G e dal treno.

    Lavoro come indipendente da più di 20 anni e non ho mai usato un foglio di calcolo, tantomeno di un editore di testo.
    Se ho neccessità di estrapolare la situazione di un cliente, fare un bilancio della mia situazione, inviare un e-mailing a 700 clienti e altro ancora, lo faccio in qualsiasi momento e in pochi secondi.

    Dimenticavo, Google mi stà sempre più antipatica.

    Ciao.

    1. Forse hai ragione, dovevo specificare meglio il tipo di condivisioni.
      Il tuo modo di lavorare non fa una piega, te lo sei costruito addosso in tanti anni di lavoro e sicuramente è quello che fa per te.

      Io devo spesso mettere collaboratori e clienti nella condizione di visualizzare testi e numeri e talvolta poterli modificare, una sorta di collaborazione anche tra più persone alle volte, e dopo averne provate tante ho raggiunto un equilibrio stabile con i Google Docs poi evoluti in Google Drive.

      rob

  2. Al momento ho un solo ‘doc’ condiviso per lavoro su Google Documents ma, se non ricordo di avviare il browser e vedere se i miei colleghi ci han scritto su qualcosa, per me è come un sasso sul Monte Bianco. Distante un migliaio di km.

    L’email, ed i suoi allegati, sono per il *mio* workflow il mattone su cui tutto è costruito!

  3. Secondo me la condivisione/cooperazione deve avvenire per-domain, con notifiche opt-in via email o social network. E’ uno dei perni di quello su cui sto lavorando.

      1. Scusa, perchè i documenti che condividi con i tuoi clienti non sono “delicati”?
        Immagino che dipenda dai casi, ma con tutti gli NDA che ci ritroviamo noi in azienda, Google Drive (ma anche altri sistemi che non sono sui nostri server) sono il male assoluto.

        Non che cambi molto con documenti meno importanti… è che proprio non riesco a fidarmi di quelli di Google, è più forte di me. 🙂

        Cheers

    1. Stai confrontando mele ed arance. Dropbox ti condivide i file. I servizi di google oltre alla condivisione ti forniscono degli strumenti di creazione ed editing paragonabili alla suite di office.

      1. Non ho fatto nessun confronto, ho semplicemente posto una domanda !

        Perché condividere un documento Word-Excel via Dropbox non equivale a condividerlo con gli strumenti di Google ?

        Ciao.

        1. Condividere un file presuppone che gli altri abbiano gli strumenti per usufruirne. Io però Word ed Excel non li ho, e spero tanti come me.

          Inoltre con i tablet mica tutti hanno sempre il loro computer appresso.

          Una soluzione basata sul web risolve anche queste cose.

          Rob

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