Quel matrimonio non s’ha da fare?

Leggo di problemi coniugali tra Samsung e Android, o meglio tra Samsung e Google.

Parliamo di Samsung, che detiene la quota di mercato maggiore di smartphone nel mondo, e Android, il sistema operativo più diffuso, sempre per smartphone.

Google non nasconde nemmeno troppo le sue intenzioni, la serie Nexus ed il controllo di Motorola la dicono lunga.

Samsung, dal canto suo, sta con i piedi in due scarpe, se non di più, da sempre. Osanna Android, coccola Windows Phone 8 e non stupirebbe più di tanto nemmeno il debutto di un nuovo sistema operativo, più o meno proprietario, per gli smartphone coreani.

Se faccio uno più uno, mi viene spontaneo che la diffusione di Android è dipesa in gran parte dal successo di Samsung, e che quest’ultimo è dipeso anche dalla qualità e dalle caratteristiche di Android.

Chiaro che le due parti sono consapevoli della loro forza, del loro successo, ma non è che una separazione tra i due potrebbe trasformarsi un clamoroso autogol, per entrambi?

Dalle Mele a WordPress

Lavorare con passione su WordPress

Di recente mi hanno chiesto come mai, dopo tanti anni a scrivere di Mac e di Apple su Tevac, mi si ritrova invece sempre più spesso a parlare di WordPress sul mio blog.

Bella domanda…

Sono arrivato a scrivere di Mac in rete coniugando due passioni: quella per le cose ed i prodotti di Apple, e quella per i mezzi di comunicazione in rete. Sia l’una che l’altra sono state due passioni molto importanti nella mia vita.

La passione per Apple e dintorni è un po’ scemata, anche se i prodotti Apple continuano a piacermi ed a rimanere i miei preferiti. Per quanto riguarda il mio rapporto con i computer ed i tablet, soprattutto, un po’ meno per quanto riguarda gli smartphone. Diciamo che molto dell’entusiasmo del primo decennio si  è un po’ perso per strada, e io penso più per colpa di Apple che mia.

La passione per i mezzi di comunicazione in rete è ancora molto viva, anche se ha seguito strade diverse. È iniziata con gli accoppiatori acustici su Amiga/Commodore ed il Videotel, è proseguita con le BBS, poi è arrivata Internet.

Entrambe queste passioni ho cercato di trasformarle nel mio lavoro di tutti i giorni, e bene o male ci sono riuscito, essendomi guadagnato la pagnotta occupandomi prima di Mac, e di Internet poi, a tempo pieno.

Da questo lato mi reputo fortunato, sono quasi sempre riuscito a fare il lavoro che mi ha appassionato di più, prima dei Mac e di Internet c’era la fotografia, e difatti ho fatto foto per lavoro per più di dieci anni.

In questa fase della mia vita l’interesse per le cose di Apple è calato molto, di conseguenza scrivo poco sull’argomento.

D’altro campo, da parecchio tempo mi sono appassionato di WordPress, mi diverte riuscire di volta in volta a trasformalo per le esigenze comunicative del caso, ritengo di esserne diventato un discreto utilizzatore. Lo considero una sorta di proseguimento di quella passione di cui sopra, del comunicare in rete.

Una passione in crescendo, e per me è normale scrivere di ciò che mi appassiona sul momento.

Solo che di WordPress e comunicazione in rete preferisco non scriverne su Tevac, per ovvi motivi, ma di farlo sul mio blog personale.

In questo momento, visto che mi ritrovo “diversamente occupato”, farei qualsiasi cosa per la pagnotta, ma non mi dispiacerebbe riuscire a far diventare WordPress e dintorni la mia fonte di sostentamento. Vista l’aria di crisi che gira qualcosa bisogna pur inventarsi, ed alla mia veneranda età le occasioni sono sempre meno, se non rarissime.

Ecco svelato l’arcano…

Quella volta che imparai il DOS in una notte

Schermata MS-DOS

Non mi ricordo nemmeno che anno era, credo il 1989 o il 1990. La mia esperienza romana era terminata, il ministro dello spettacolo di turno aveva drasticamente tagliato i fondi alle compagnie teatrali, e il mio lavoro come fotografo di scena da un mese all’altro è passato da mille a zero.

Inoltre avevo urgentemente bisogno di un’operazione ad una spalla, per una fastidiosa periartrite che mi faceva vedere le stelle.

Decisi allora di ritornare a Verona per un po’, per farmi mettere a posto e riordinare le idee.

Una tipa con cui avevo un flirt a singhiozzo, gran gnocca del Granducato di Toscana, sapendo del mio nomadismo e dell’incompatibilità con la mia città di origine, mi invita a Prato per un po’. Perché no…

Una sera problemi logistici mi costringono a passare la notte in una sistemazione di fortuna, un divano in un ufficio.

In una scrivania, un PC IBM con processore 8086, appena sballato, non avevo sonno e non resisto, lo accendo.

Se non ricordo male era un IBM PS/2.

All’epoca io avevo fatto esperienza con diversi modelli di Commodore, Atari e Amiga, e mi divertivo come un matto con i modem ad accoppiamento acustico, per poi passare ai modem più evoluti, e sapevo del DOS e dei PC solo per sentito dire.

A fianco del PC, il relativo manuale.

In una notte insonne, ho imparato tutti comandi del manuale, ho formattato e installato il sistema una mezza dozzina di volte.

Poco dopo, qualche settimana, ho visto un Mac usato, e l’ho comprato.