Amore e odio tra Apple e i rivenditori

Scrive Kiro su melamorsicata:

Apple sta cercando in tutti i modi di apparire antipatica ai rivenditori, vale a dire i negozi di privati autorizzati dalla società nel vendere i suoi prodotti. Per diventare un rivenditore bisogna seguire un procedimento molto rigido che di recente è diventato ancora più rigido.Il problema è che la tendenza di Apple è sbarazzarsi degli APR nelle città dove riesce ad operare direttamente con i suoi Apple Store. Lo traduco per semplicità: ora che i rivenditori non servono più li spinge a chiudere. Per arrivare a questo obiettivo usa varie tecniche come ritardare la spedizione dei prodotti, limitare le scorte e attivare regolamenti esasperanti. Il risultato è vedere il cliente acquistare on line oppure presso un Apple Store.

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E dov’è la novità? È la storia che si ripete, è da una vita che Apple prima coccola e poi butta giù dalla rupe quelli che, con il tempo, diventano gli anelli più deboli della sua catena di vendita. Se ne discuteva abbondantemente già nel 2001-2002, con i piccoli rivenditori inferociti. Dovrei andare a spulciare negli archivi…

Pubblicato da

Roberto Rota

Fondatore di Tevac, da quando esiste Internet mi occupo di WordPress, WooCommerce e comunicazione in rete. Maggiori info su di me le puoi trovare sul mio blog personale.

2 commenti su “Amore e odio tra Apple e i rivenditori”

  1. Gli APR spesso non vogliono correre rischi facendo magazzino, non devono promuovere prodotto perchè tanto la gente entra dalla porta chiedendoli, spesso gli rompe pure dover fare formazione per stare aggiornati ed al passo coi tempi.
    Spiace per negozi storici, ma credo faccia parte del rischio imprenditoriale che se non riesci ad adeguarti al tuo mercato tu non abbia il futuro garantito…

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